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Polizia senza confini, l’INTERPOL sbarca nel Metaverso

Dal furto di identità digitale alle molestie online, le forze dell’ordine hanno sempre dovuto mettersi al passo con i crimini digitali. Sfortunatamente, anche prima che le nuove tecnologie diventino mainstream, i criminali e i cattivi attori in genere hanno le loro impronte su di loro.

La notizia è del 20 ottobre 2022, quindi niente di nuovo o di particolarmente sul pezzo, dal punto di vista della cronaca. Però vista la sensibilità dell’argomento e il coinvolgimento di un ente internazionale che spesso seguo per la risoluzione di certi cyber crimini, ho ritenuto opportuno parlarne e lo faccio ora, anche se non ho potuto analizzare la questione prima.

Le cose non sono diverse con il tanto acclamato metaverso. Sebbene sia ancora nella sua fase embrionale, ci sono già segnalazioni di molestie sessuali e diverse forme di crimini su piattaforme che sfruttano questo concetto di ambiente virtuale e immersivo.

Alla sessione della 90a Assemblea Generale dell’INTERPOL a Nuova Delhi, l’organizzazione di polizia internazionale ha presentato il primo Metaverso in assoluto progettato specificamente per le forze dell’ordine in tutto il mondo.

Un INTERPOL Metaverse completamente funzionante consente agli utenti registrati di visitare un facsimile virtuale del quartier generale del Segretariato generale dell’INTERPOL con sede a Lione, in Francia, senza alcun confine geografico o fisico, interagire con altri ufficiali attraverso i loro avatar e tra le altre cose, persino seguire corsi di formazione immersiva in indagini forensi.

Il video di presentazione INTERPOL

Ha lo scopo di aiutare le forze dell’ordine in tutto il mondo a essere meglio attrezzate per affrontare questo nuovo tipo di minaccia.

I crimini finanziari, i crimini contro i bambini e altre forme di crimini che sono sempre più difficili da perpetuare nel mondo reale potrebbero spostarsi nel mondo virtuale. Ciò potrebbe creare confini difficili e problemi di giurisdizione per le forze dell’ordine se non affrontato preventivamente. Sicuramente quindi manca ancora una struttura regolamentare che possa gestire questa situazione, per coordinare le operazioni delle varie polizie interessate.