Password, compromesso account iCloud di Hunter Biden, figlio del presidente, rubati 450 GB di dati personali

È stata individuata la password che proteggeva l’account iCloud contenente i dati personali sui dispositivi Apple di Hunter Biden, secondogenito del presidente degli Stati Uniti

Terze parti non autorizzate hanno compromesso con successo l’account iCloud di Hunter Biden, hanno scaricato 450 gigabyte dei suoi dati, li hanno condivisi tramite torrent e ora stanno setacciando i dati e condividendo ciò che trovano con screenshot ovunque.

Il backup dell’iPhone di Hunter Biden è stato rubato

Ricercatori su 4Chan hanno iniziato a esaminare un backup offline del telefono di Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti, esfiltrato dopo la compromissione del proprio personale account iCloud. Hanno trovato la password e si sta procedendo all’esame di tutti i file contenuti all’interno.

Un grande scandalo che punta un faro su quanto sia debole l’utilizzo di password scadenti, a qualsiasi livello di aziende e istituzioni.

Secondo gli utenti, la perdita contiene messaggi vocali, video, registrazioni, foto, ecc. Gli utenti nei commenti prestano particolare attenzione ai succosi dettagli della vita intima di Hunter. E infatti sembrano sottolineare telefonate, messaggi di testo cancellati, cronologia delle ricerche sul Web, comprese le abitudini sulla pornografia.

I dati rilasciati su 4Chan affermano che Hunter Biden ha cercato video porno di se stesso su siti Web popolari, con termini di ricerca tra cui “Hunter Biden che sc**a una prostituta”.

Cronologia iPhone Hunter Biden

I presunti documenti mostrano anche messaggi di testo che affermano il possesso di armi in quantità.

SMS iPhone Hunter Biden

L’individuo che ha per primo rilasciato informazioni circa questo furto di dati, ha affermato di essere stato minacciato da persone sconosciute vicine all’amministrazione americana riferendo come “Mi è stato detto che Hunter ha avuto rapporti sessuali con molte persone della cosiddetta ‘élite’ e le famiglie si vergognano”.

Sembra inoltre, da ultimi aggiornamenti che il leak sia stato verificato e si è rivelato non essere 450 GB, ma 28 GB, confermandone dunque, la reale esistenza.

Aggiornamenti

12.07.2022 – Il corrispondente investigativo dell’NBC Tom Winter, rende noto che i servizi segreti statunitensi sono al corrente dell’incidente e che al momento non sono ancora in grado di rilasciare una comunicazione ufficiale.

Inoltre è notizia sempre del 11 luglio pomeriggio, quella diffusa dal collettivo DDoSecrets, che ne ha esposto il backup completo, anche se al momento è in fase di revisione per appurarne la veridicità, con accesso limitato a ricercatori e giornalisti. Come citato in questo articolo di inSicurezzaDigitale, anche DDoSecrets conferma la fuga di dati per 28,8 GB.

Il thread 4Chan che espongo all’inizio di questo articolo, nel quale tutto il leak ebbe inizio, è stato ora eliminato dallo staff. I contenuti non sono più raggiungibili, ma tutta l’attività sembra essersi spostata su Telegram con l’apertura di un canale dedicato, il cui numero di utenti (4435 alle 16.00 del 12/07) sta crescendo rapidamente di ora in ora. Si prevede possa essere utilizzato come altro punto di diffusione del materiale personale rubato.

Dario Fadda

IT & Security blogger per passione. Nel 2003 ho fondato Spcnet.it. Dal 2006 sono membro attivo del Gulch (Gruppo Utenti Linux Cagliari). Oggi scrivo qui e nella pagina "La Stampa dice" trovate i miei contributi per le testate giornalistiche. Per tutto il resto c'è dariofadda.it che contiene "quasi" tutto di me.

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